
L’appuntamento con il seminario diretto da Francesco Corallini a Rende (CS) nel primo fine settimana di dicembre si avvia a diventare maggiorenne, avendo superato da un po’ di anni la cosiddetta “doppia cifra”.
A cura del M° Carlo Caprino
Parafrasando l’incipit di “Anna Karenina”, noto romanzo dello scrittore russo Lev Tolstoj, un osservatore inesperto potrebbe affermare che “tutti i seminari si assomigliano”, mentre un commentatore più esperto noterebbe che “ogni seminario è differente dagli altri” e questo è oltremodo vero per ciascuno degli incontri che oramai da tredici anni vedono giungere a Rende praticanti da diverse regioni d’Italia: Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, ma anche Veneto e Lombardia, ad ulteriore testimonianza del favore costante che l’appuntamento raccoglie tra gli aikidoka meridionali (e non solo).
Tra i fattori che ogni anno si confermano a livelli di eccellenza ci sono, prima di tutto, la precisa organizzazione e la calorosa accoglienza dei membri dello Shinjin Dojo di Rende, guidati dal M° Giuseppe La Delfa. Al fattore umano si affianca poi il validità della location, con gli ampi ambienti del Centro Universitario Sportivo della UNICAL di Rende, che consentono di accogliere comodamente i numerosi partecipanti e di garantire loro una pratica proficua e sicura.
Ma il valore principale è ovviamente la pedagogia di Francesco Corallini Sensei, capace – come ogni anno – di presentare un programma didattico capace di coniugare le necessita di chi è alle prime armi con quelle dei più esperti. Da questo punto di vista, è sempre interessante notare cosa e come viene proposto, quali siano gli argomenti di studio e come vengano veicolati ai presenti sul tatami.
Francesco Corallini Sensei ha alle sue spalle quarant’anni di pratica, ma a fare la differenza è anche – se non soprattutto! – il modo in cui questa esperienza viene distillata per essere trasmessa in modo che possa essere compresa da tutti, dal mukyu con pochi mesi di pratica come dallo yudansha più esperto. Ed anche in questo caso, chi partecipa a questo appuntamento da più anni non ha mancato di notare che ogni volta Francesco Corallini Sensei trova un espediente didattico diverso, capace di veicolare in maniera efficace il tema affrontato.
Quest’anno, in particolare, per ogni sessione di pratica, Francesco Corallini Sensei, ha voluto richiamare l’attenzione su un particolare per ognuna delle tecniche presentate, che fossero di tai jutsu o con le armi. Ovviamente ciascuna tecnica ha ben più di una caratteristica peculiare da tener presente per una sua corretta esecuzione, e quella a cui prestare attenzione era una “primus inter pares” che non la voleva dichiarare più importante delle altre. Pur nella sua semplicità, questa proposta didattica si è dimostrata particolarmente efficace, sia per portare l’attenzione sul particolare scelto che per analizzare anche tutti gli altri.
La sessione di sabato mattina, dedicata allo Aiki Jo, è cominciata con i venti suburi, per poi passare successivamente ai jo mochi nage, creando un collegamento ideale ed effettivo tra una pratica per principianti (ma in realtà fondamentale e importante anche per i più esperti) ed un’altra che è compresa nel programma di esame di Yondan.
Alla stessa maniera si è proceduto nelle sessioni pomeridiane dedicate al Tai Jutsu, suddivise in mae waza e ushiro waza. Partendo da una situazione in cui Tori applica la stessa tecnica affrontando in successione due Uke che attaccano rispettivamente con kosadori e tsuki. Dopo l’esecuzione della singola tecnica (kotegaeshi, iriminage, udekimenage, kaiten-nage, sankyo uchi kaiten) in successione sui due attacchi le stesse tecniche sono state poi eseguite in sequenza su attacchi ripetuti, in una sorta di randori controllato.
Tra le due sessioni di pratica si sono tenuti anche alcuni esami di passaggio di grado Dan, tutti brillantemente superati dai candidati, che hanno ricevuto l’applauso dei compagni di pratica ed i complimenti degli esaminatori, insieme agli immancabili suggerimenti per migliorare ulteriormente il loro livello tecnico.
Dopo la cena del sabato sera, che si è svolta nel caloroso clima di convivialità e amicizia che da sempre contraddistingue questi appuntamenti di pratica, la domenica mattina è stata dedicata allo Aiki Ken con la prima parte dedicata ai suburi ed ai quattro awase di base, per poi passare ai kumitachi, analizzati nelle diverse modalità esecutive (dankai tekini, awase, kiai-de) e in alcuni henka.
Come sempre in questi casi, il tempo corre veloce e la conclusione del seminario arriva troppo presto; schierati sulla linea dello shimoza, eseguito il saluto finale è il momento dei saluti e degli auguri per le prossime festività natalizie, oltre che dei complimenti a tutti i membri dello Shinjin Dojo di Rende, guidati dal M° Giuseppe La Delfa, che anche quest’anno hanno organizzato un evento esemplare, grazie anche alla fattiva collaborazione del Centro Universitario Sportivo della UNICAL di Rende, che si conferma una struttura di eccellenza a livello tecnico e amministrativo.
