Cronache da un seminario: Rende (CS) 3 dicembre 2022

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Per molti praticanti della TAAI, soprattutto se residenti a sud di Roma, il seminario di inizio di dicembre che si svolge a Rende, in provincia di Cosenza, è oramai un appuntamento immancabile.

Diretto da Francesco Corallini Sensei ed organizzato impeccabilmente da Giuseppe La Delfa, Dojo-cho del Aikido Shinjin Dojo presso il Centro Universitario Sportivo di Rende, il seminario ha visto la partecipazione di una trentina di praticanti provenienti non solo dalla Calabria, ma anche dai Dojo di Sicilia, Puglia e Campania.

Nella giornata di pratica si sono alternate – come da tradizione dei seminari organizzati dalle associazioni che fanno riferimento al programma tecnico della Takemusu Aikido Association Italy – tecniche di tai jutsu, aiki-jo ed Aiki-Ken, spaziando in un programma stimolante e variegato che ha coinvolto ed impegnato tanto i principianti che gli yudansha.

La mattinata è cominciata con i sette suburi di ken, e già nel primo esercizio Francesco Corallini Sensei ha evidenziato alcuni punti importanti su cui focalizzare l’attenzione durante la esecuzione, a partire dal movimento del corpo verso l’alto durante il caricamento e dalla corretta postura finale del corpo e dell’arma al termine del suburi.

La mattinata è poi proseguita esaminando prima la applicazione dei suburi nella esecuzione degli happo giri e poi spaziando nei ken awase, cominciando con i canonici quattro previsti nel programma di esame di shodan per poi passare ad altri – basati sulla applicazione del sesto e del settimo suburi – meno conosciuti alla maggior parte dei presenti.
Durante la pratica Francesco Corallini Sensei ha evidenziato come questo patrimonio giunga direttamente dalla memoria enciclopedica e dalla generosità didattica di Saito Morihiro Shihan, un patrimonio vastissimo ricordato da Francesco raccontando di quella volta che il padre – Paolo Corallini Shihan – nel suo giardino volle registrarne alcuni da conservare a futura memoria e ne eseguì ben 136, affermando però che ce n’erano molti alti ancora.

La seconda parte della pratica mattutina ha visto protagoniste numerose tecniche di kokyunage, tanto nella classica posizione di tachi-ai che nella meno usuale di hanza-handachi, utilizzate da Francesco Corallini Sensei per analizzare in teoria ed esemplificare in pratica il concetto di timing delle tecniche, definito dai tre termini di go-no-sen, sen-no-sen e sensen-no-sen.

Una veloce pausa pranzo nella vicina mensa universitaria, un buon caffè e si ritorna sul tatami, con quattro esami di grado brillantemente superati dai candidati sotto lo sguardo vigile della commissione giudicatrice costituita da Francesco Corallini Sensei e Paolo Biondi Sensei.
Abbracci e complimenti ai neograduati e si riparte con lo Aiki-jo; gli immancabili venti suburi, kata 31, kata 13 ed la sequenza composta da 32 movimenti – “papà” del san-ju-ichi no jo kata – mostrato da Saito Morihiro Sensei in un video della metà degli anni ’60 ed analizzato nelle sue differenze e particolarità, rispetto alla forma poi codificata e universalmente praticata.
Si prosegue con la pratica degli happo tsuki e poi una analisi del primo kumi-jo, eseguito prima nella sua sequenza canonica e poi in cinque diversi henka che si sviluppano a partire da un unico movimento finale di partenza da parte di Uke-jo.

Dopo una breve pausa è ancora tempo di tai-jutsu, con “piacevolissime” variazioni sul tema del sankyo (e non solo…), concluse infine con il classico kokyu-ho in seiza, che tradizionalmente conclude le sessioni di pratica del Takemusu Aikido.

Prima dei saluti, oltre alla consegna dei diplomi ai neo graduati, il piacevole dono ai Dojo-cho presenti di un piccolo kakemono con i kanji di “Takemusu Aikido” vergati dal pennello di Roberta Verdenelli Sensei, nidan di Shodo ed infine le classiche foto dei vari Dojo partecipanti davanti al kamiza, insieme a Francesco Corallini Sensei, a ricordo della partecipazione al seminario.

E’ davvero l’ora di ripartire, la pioggia battente non raffredda il calore degli abbracci ed il piacere della pratica condivisa; ci si fa gli auguri per le festività natalizie, ci si da appuntamento al prossimo seminar, si raccolgono jo e ken, si piegano keikogi e hakama e si torna a casa, stanchi ma felici di aver vissuto questa intensa e coinvolgente giornata di pratica.

By admintaai

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